Cooperative a proprietà indivisa a Milano

SEAO e le altre cooperativeMilano, alla fine del primo decennio del 2000, ha costruito il proprio immaginario di città attraverso dei progetti di semplice “addizione urbana”, con una serie di iniziative promosse da ingenti investimenti privati.

E’ stata una decisione chiara, e condivisa da buona parte della politica cittadina, di dismettere la funzione del pubblico. La delega nei confronti del privato è stata pressoché totale ed ha sistematizzato, come immaginario urbano, modelli di residenza adottati in contesti sub urbani all’interno della città ed a ridosso del centro storico.

La città pubblica ha provato a porre un freno a questa logica, mettendo in campo notevoli forze, ma colmando solo in minima parte il fabbisogno di edilizia residenziale a costo contenuto di chi vive o vorrebbe vivere a Milano.

 

La “città cooperativa”, nata alla fine del 1800 con la S.E.A.O., si è trovata a costruire, in 130 anni di vita, una alternativa possibile per la città. Lo è qualitativamente, grazie alla sua specifica missione, cioè la costruzione di alloggi a basso prezzo per persone, non necessariamente povere, ma in difficoltà

Mappa degli interventi pubblici

ad affrontare i sempre più alti prezzi di mercato; lo è, anche, quantitativamente, con un numero di alloggi pari a circa il 20% di tutti gli alloggi di edilizia pubblica presenti in città. Questo dato risulta particolarmente significativo perchè pone il meccanismo cooperativo di autocostruzione e di autogestione del patrimonio immobiliare come un modello alternativo tanto più valido oggi con la crisi del patrimonio pubblico e il fabbisogno acuto di abitazioni nella città.

 

La ricerca sulla cooperativa a proprietà indivisa, ed in particolare sulla S.E.A.O., prende le mosse dal tentativo di restituire una fotografia di cosa sia, oggi, la cooperativa edilizia, attraverso tre analisi:

  • uno studio del contesto in cui si trova ad operare;
  • una analisi del patrimonio edilizio esistente;
  • una lettura della sua componente sociale ovvero chi sono le persone che abitano nelle case della coperativa.

La mappa principale permette di osservare la disposizione sul territorio che privilegia le zone di nascita delle cooperative, cioè il loro disporsi attorno ai primi insediamenti, allontanandosi solo in casi isolati. Il relativo localismo non frena le più recenti fusioni tra cooperative, come si può osservare dai molti nuclei locali, distanti tra di loro, ma uniti sotto lo stesso nome.

In questo quadro la S.E.A.O., per il suo essere nata in una zona molto centrale della città e quindi essere stata costretta a muoversi in altre aree con l’aumento dei prezzi, si pone come unica realtà che ha costruito in maniera non localizzata ma abbracciando l’intero territorio cittadino.